Al confine fra Alta e Media Valtellina, a monte fra i comuni di Grosio e Grosotto, la popolazione preistorica dei Reti ha lasciato il segno del proprio passaggio incidendo sulla roccia suggestive rappresentazioni di vita quotidiana. Graffiti che coprono un arco di tempo che va dal tardo neolitico all’età del ferro: guerrieri, animali, figure antropomorfe distribuiti sulla superficie della spettacolare “Rupe Magna”, la più grande roccia incisa di tutto l’arco alpino con più di 5000 figure. Nel Parco, dominato dalla mole dei ruderi dei due castelli Venosta (XI e XIV secolo), eretti nel punto di maggior dominio sul resto della valle, sono disseminate le incisioni. Questo complesso costituisce oggi il Parco delle Incisioni Rupestri. L’agevole percorso naturalistico per raggiungerlo consente ad appassionati di storia, escursionisti e semplici curiosi di vedere da vicino le testimonianze di un antico passato, che ha visto la Media Valtellina popolarsi fin dai tempi più antichi. La sua superficie è stata modellata dall'azione erosiva degli agenti atmosferici, in particolar modo dallo scioglimento dei ghiacciai, che hanno inoltre impresso su di essa una serie di solchi. Le figure più antiche, spirali e figure ad U rovesciata, sono datate al IV millennio a.C. (tra la fine del Neolitico e l’inizio dell’età del Rame). Un gruppo di figure rappresenta uomini in tratti schematici (il termine tecnico è quello di “oranti”), e armati con scudo rotondo e spada o bastone. Ma il gruppo più ampio di figure, rappresentato da uomini armati, da capre e cervi, da segni serpentiformi, da figure di “rastrelli”, da segni a forma di labirinto, risalirebbe all’età del Bronzo. La passeggiata lungo il percorso archeologico è accompagnata da pannelli esplicativi, ma è possibile avvalersi anche di una guida. Per informazioni ci si può rivolgere agli uffici del Parco, situati nella Villa Visconti Venosta di Grosio, dove sono presenti anche un centro di documentazione ed una biblioteca specializzata. Per godere appieno dello spettacolo è consigliabile giungere nel Parco nel tardo pomeriggio, quando la luce radente del sole permette che dalla roccia riaffiorino i segni incisi.